domenica 15 febbraio 2026

5 ASPETTI CHE INFLUENZANO IL TUO RAPPORTO CON IL CIBO ( E CHE NESSUNO TI DICE)

Mangiare non è solo nutrirsi, cucinare non soddisfa solo il palato ma anche tutti gli altri sensi e la risposta a questi stimoli può influenzare la nostra esperienza con il cibo.

Ma oltre ad ingredienti freschi e qualche abilità in cucina, cosa conta quindi per ottenere un pasto soddisfacente?

Partiamo da un presupposto direi “olistico”, ovvero l’apprezzamento del cibo non è solo una questione di papille gustative ma coinvolge tutti e cinque i sensi e anche l’aspetto emotivo e cognitivo della persona. Ebbene si! Quello che erroneamente si riduce ad un mero consumo di calorie o alla semplice assunzione di nutrienti in realtà è una vera e propria esperienza sensoriale, emozionale che coinvolge anche il nostro pensare e ragionare. Il nostro corpo — insieme alla nostra mente — interpreta ogni segnale che arriva da quel piatto. E da questa interpretazione nasce la soddisfazione… oppure la ricerca di altro cibo. Se psicologi ed esperti distinguono ben 9 tipi di fame differente, noi nel nostro piccolo possiamo individuare 5 aspetti più semplici che ci permettono di asserire come non sia solo la bocca a mangiare ma l’intero corpo.

1° aspetto

“Anche l’occhio vuole la sua parte” : detto più che mai azzeccato per questo contesto. Il primo punto da osservare è il colore dei piatti: se il colore delle stoviglie è molto in contrasto con quello dei cibi probabilmente ne consumeremo meno.

2° aspetto:

La temperatura: i gradi delle pietanze stimolano una risposta diversa delle papille gustative. I cibi caldi permettono di assaporare meglio pranzi e cene e pertanto ci fanno sentire più sazi e più gratificati. I cibi caldi trasmettono senso di conforto e protezione. Non è un caso che nei momenti difficili cerchiamo minestre, tisane, piatti avvolgenti.

3° aspetto:

La velocità: mangiare più lentamente può stimolare una migliore digestione e questo di riflesso migliorare le nostre sensazioni post pasto. Mangiare lentamente quindi permette al cervello di registrare la sazietà e al corpo di sentirsi davvero appagato. La fretta, invece, spesso lascia un senso di “non abbastanza”.

4° aspetto:

Il piccante: stimola la termogenesi e attiva il metabolismo, ma non solo: crea una stimolazione intensa che può aumentare la percezione di vitalità. Anche questo è un modo in cui il cibo dialoga con il nostro sistema nervoso.

5° aspetto

L’umore: alcuni cibi come la cioccolata fondente, tacchino, uova e banane possono influenzare il buon umore quindi favoriscono la produzione di neurotrasmettitori legati al benessere, ma spesso ciò che cerchiamo non è la serotonina… è consolazione.

Considerando quindi il gusto come il senso principale predisposto ad assaporare i cibi, si può asserire che questo non sia il solo. Contribuiscono infatti enormemente la vista (colori, dimensioni, presentazione, forme) l’olfatto (profumi, odori) il tatto (temperatura, consistenza) ma anche gli aspetti emotivi e cognitivi della persona.

Dal punto di vista olistico infatti il mangiare è un’esperienza a 360° e coinvolge anche le emozioni: quelle evocate da quell’alimento, da quel profumo, da quella consistenza. Come abbiamo elaborato queste sensazioni e che feedback ci danno. L’ambiente poi gioca un ruolo cruciale: mangiare in compagnia o in un contesto familiare può farci apprezzare diversamente una pietanza e influenzare quindi il grado di appagamento che lo stesso pasto ci trasmette.

Pertanto, se tra qualche ora ti viene fame soffermati su tutti questi aspetti. Forse è riduttivo augurare “Buon Appetito!”. Più corretto sarebbe dire “Buona consapevolezza!”  Perché non stai solo nutrendo il tuo corpo. Stai dialogando con lui.

 

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