Quante volte ti è capitato di mangiare senza avere davvero fame? Sembra un controsenso ma avere fame è diverso da avere appetito e da aver voglia di mangiare. Capire la differenza tra questi tre concetti è il primo passo per ottenere un rapporto più sano con il cibo.
Cos’è quindi la fame reale?
È la risposta ad un bisogno fisiologico e biologico, nasce dallo
stomaco e non dal cervello. E’ una sensazione che arriva gradualmente, pian piano
e può essere soddisfatta con diversi alimenti. Di solito è accompagnata da
brontolio, calo di energia, difficoltà di concentrazione, leggera irritabilità.
A mangiare si placa e il cibo regala al corpo un senso di sazietà e nessun
senso di colpa.
Cos’è invece la fame emotiva o nervosa?
È una sensazione che nasce dalla mente e dalle emozioni e
non dal corpo. Può partire da stress, ansia, noia, tristezza, stanchezza
mentale. E’ una sensazione improvvisa e solitamente punta a cibi specifici
chiamati comfort food come dolci o snack. Nonostante si assecondi mangiando non passa e
viene spesso seguita da un senso di colpa o frustrazione. Non è una mancanza di
forza di volontà, ma una risposta neurobiologica che coinvolge cortisolo, dopamina,
serotonina ovvero ormone dello stress, della ricompensa e appagamento e dell’umore.
Il cibo in questo caso diventa un regolatore emotivo: qualcosa che ha a che
fare con l’asse intestino-cervello, stress
e gestione dello stile di vita.
Come le distinguo e come le gestisco a livello pratico?
Per capire se la sensazione che provo è vera fame o fame nervosa
posso farmi delle domande. Mangerei anche qualcosa di semplice? Quando ho
mangiato l’ultima volta? Che emozioni sto provando? Se aspetto 10 minuti la fame
aumenta, diminuisce, rimane invariata? Chi sta chiedendo cibo? La mia mente o
il mio corpo?
Se a tutte queste domande la risposta è “fame nervosa” non
devo né impormi divieti né passare ai moralismi. Basta fermarsi un attimo anche
un solo minuto. Respirare profondamente e darsi il giusto tempo. Cambiare
posizione, stanza oppure fare una pausa o parlare con qualcuno. Non si tratta
di controllarsi ma di ascoltarsi. Riconoscere la fame è un atto di cura e non
di disciplina
Fame nervosa in psicosomatica
Nell’approccio psicosomatico la fame nervosa non è fame di
cibo ma fame da regolazione emotiva. Il corpo usa il cibo come linguaggio quando
un’emozione non trova spazio per essere riconosciuta. È una risposta allo
stress cronico e nasce da sovraccarico del sistema nervoso. Il cibo quindi
serve per calmare, distrarre, compensare, riempire un vuoto emotivo. A livello
mente-corpo il sistema nervoso è in modalità allerta e questo fa aumentare il
cortisolo e riduce la capacità di ascoltare i segnali reali di fame e sazietà.
Il cervello cerca dopamina e serotonina in maniera rapida spesso attraverso
zuccheri e comfort food.
Visione della medicina cinese
Per la medicina tradizionale cinese invece fame nervosa coincide
con disequilibrio energetico. Vengono coinvolti organi come milza, pancreas, fegato
e cuore. Rispettivamente una milza indebolita porta a pasti disordinati, porta
alla sensazione di stomaco vuoto. Il fegato trova nel cibo una valvola di sfogo
porta a fame improvvisa e attacchi serali. Il cuore ospita lo spirito che se è agitato
usa il cibo per creare una sensazione momentanea di sicurezza e conforto.
Che sia visione olistica psicosomatica, medicina occidentale
oppure tradizionale cinese, tutti concordano sul fatto che il corpo sta
chiedendo ascolto. La fame nervosa non è un errore da correggere ma un segnale
da comprendere.
Se vuoi pertanto migliorare il tuo rapporto con il cibo puoi
partire da qui. Dall’ascolto del tuo corpo!
Ascoltare la fame significa ascoltare se stessi.. già questo
è nutrimento
Fonti
Guyton & Hall – Textbook of Medical
Physiology
(meccanismi di fame, sazietà, regolazione ipotalamica)
EFSA – European Food Safety Authority
Scientific Opinion on appetite regulation and satiety
FAO / WHO
Hunger, appetite and nutritional needs

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