sabato 31 gennaio 2026

Perché mangio poco ma non dimagrisco: 3 errori che bloccano il metabolismo

Ecco perché il peso non è solo questione di calorie, ma dipende da un equilibrio interno condizionato da stress, sonno e microbiota.

“Mangio poco ma non dimagrisco”, “Faccio tutto per bene: dieta, attività fisica ma il peso resta fermo!” “Forse mi sfugge qualcosa perché non ottengo risultati o durano poche settimane”


Molte volte chi ha affrontato un percorso per la perdita di peso si è imbattuto in questi pensieri e nella frustrante situazione di non vedere la lancetta della bilancia scendere e i centimetri del girovita diminuire nonostante i sacrifici concreti fatti. Beh non sempre il “mangia meno, muoviti di più!” è la sola risposta. Il corpo non è un computer o una calcolatrice. Forse non hai bisogno di mangiare meno.
Forse hai bisogno di dormire meglio, respirare di più e smettere di combattere il tuo corpo.

Quest’ultimo infatti è un sistema intelligente che blocca il dimagrimento se percepisce stress, pericolo o squilibrio, nella piena logica della sopravvivenza dell’individuo che primordialmente non poteva permettersi di perdere preziose riserve di sostentamento quando era in un periodo pesante, quando rischiava l’attacco da parte di un animale selvatico oppure quando, per qualche motivo, non era in quella fase ottimale a favore del “lasciar andare”, ma in quella del “tieni stretto quel kg che ci potrebbe servire”.

In molte medicine tradizionali e oggi anche nella fisiologia moderna, il peso è una risposta adattativa non un errore. Quindi quello che dobbiamo capire è a quale domanda sta rispondendo il nostro corpo.

Prima cosa che non ti fa dimagrire: dormire male

La prima cosa che non ti fa dimagrire è il dormire male

La carenza di sonno aumenta infatti i livelli di cortisolo, altera gli ormoni legati a fame e sazietà come leptina e grelina e aumenta la resistenza insulinica. Dormire poco praticamente fa venire più fame, rende il controllo glicemico più difficile e rallenta il metabolismo. In sostanza il corpo è in modalità “risparmio”, con poco ne ha abbastanza e quindi anche con una dieta perfetta e volta al dimagrimento, non va ad intaccare le riserve. Il “ragionamento” del nostro organismo è proprio questo: in una situazione di alto stress devo risparmiare per evitare di consumare il cibo in dispensa.

Nella medicina tradizionale cinese il sonno nutre il Qi e il fegato - che lavora di notte - se non riposi, rallenta la sua funzione di depurazione, il corpo pertanto tira il freno e rallenta.

Fondamentale è quindi controllare la buona qualità del sonno, compromessa da un’eccessiva necessità di autocontrollo, una mente sempre attiva e a difficoltà “mentali” nel “lasciar andare”.

Ricorda che un corpo che non si sente al sicuro non dimagrisce.

Seconda cosa che non ti fa dimagrire: stress cronico

La seconda cosa che non ti fa dimagrire è lo stress cronico

Anche qui c’entra il cortisolo che ad alti livelli favorisce l’accumulo di grasso addominale (la cosiddetta pancetta), altera la glicemia e peggiora il rapporto con il cibo. Anche se mangi poco, il corpo trattiene. Per le scienze orientali lo stress è sintomo di stagnazione energetica, se l’energia non scorre il corpo accumula. Ma perché siamo stressati? Questa è la vera domanda… Senso di colpa, difficoltà a mettersi al primo posto, troppa autocritica. Tutte queste sensazioni e sentimenti che nutriamo per noi stessi poi si ripercuotono sul nostro fisico che vede il grasso come protezione e quindi se lo tiene ben stretto.

Terza cosa che non ti fa dimagrire: microbiota alterato

Terza causa del tuo mancato dimagrimento è il microbiota alterato.

Questo può essere una concausa di infiammazione, può ridurre la sensibilità insulinica ed influenzare il senso di fame. Inoltre alcuni batteri sono migliori di altri nel ricavare le calorie dal cibo ingerito e questo è il motivo per cui due persone che mangiano la stessa cosa possono rispondere a quello stesso alimento in maniera diversa.

In una visione olistica possiamo considerare l’intestino come il centro di assimilazione non solo di nutrienti ma anche di emozioni, stress, sensazioni ed esperienze. Un intestino irritato trova difficoltà nel nutrirsi bene ed efficacemente. In base a questa lettura, possiamo collegare i problemi di “pancia” alla nostra ipersensibilità, la difficoltà di dire no, la gestione maldestra delle emozioni. Tradotto: se vuoi dimagrire prima di digerire un pasto devi imparare a digerire le tue esperienze di vita.

Quindi, per riassumere, il corpo non dimagrisce se è in modalità risparmio-difesa-guardia.

La perdita di peso è una conseguenza naturale quando il corpo si sente in esubero, tranquillo e al sicuro: buon riposo, stress basso e fiducia, intestino equilibrato e corretta assimilazione.

Pertanto prima rimettiti in equilibrio e poi controlla bilancia e centimetro. Prima di iniziare una dieta controlla di fare pasti regolari, di avere un sonno rigeneratore, di riuscire a gestire lo stress e di dare il corretto supporto al tuo intestino.

L’alimentazione diventa la tua cura: il corpo collabora solo quando viene ascoltato! Dimagrire non è una guerra da vincere, ma un equilibrio da ritrovare.

Per altre curiosità visita il mio sito www.integrazionevegetaletrento.it


Fonti
Short sleep duration is associated with reduced leptin, elevated ghrelin, and increased body mass index.
PLoS Medicine, 2004.

Sleep duration and quality: impact on lifestyle behaviors and cardiometabolic health.
Circulation, 2016.

Impact of sleep debt on metabolic and endocrine function. The Lancet, 1999.


 

mercoledì 28 gennaio 2026

Integratori: quando servono davvero e quando sono inutili (falsi miti da sfatare)

Alimentazione e integrazione sono spesso le parti di un unico grande mondo che è quello della nutrizione: strettamente correlate l’una con l’altra e concorrenti al raggiungimento di un unico scopo comune ovvero quello di fornire il “corretto carburante” al nostro organismo. Ma integrare è sempre e comunque utile? Siamo sicuri?

Utilizzare degli integratori alimentari ha sicuramente senso e valore e in molti casi è assolutamente bene farlo. I supplementi, in contesti tali, hanno evidenza scientifica di utilità e non danno una mera “sensazione soggettiva di miglioramento”.


Quando dalle analisi del sangue emergono carenze comprovate di vitamine e minerali che ne dimostrano livelli insufficienti è dimostrato che integrare con prodotti di qualità può ripristinarne i livelli e migliorarne i processi. Si tratta di differenze e valori clinici che supportano l’idea dell’ “integro per necessità non per sicurezza”.

Questo non significa che prevenire non sia importante. In determinate situazioni della nostra vita infatti si presenta un bisogno aumentato di micronutrienti che pertanto vanno inseriti nell’organismo e riportati ai dosaggi ottimali. Parlo ad esempio dell’acido folico in gravidanza oppure della maggior richiesta di ferro vitamina D durante la rapida crescita che caratterizza il periodo dell’adolescenza. Ancora in età adulta e menopausa quando una dieta inadeguata può ridurre l’apporto e l’assorbimento di calcio. Altro esempio la realtà sportiva che richiede un ripristino delle proteine consumate durante l’allenamento e il riequilibrio di sali minerali.

Pertanto l’integrazione è valida ma non come “meccanismo automatico a priori” ma come risposta ad una necessità o ad un bisogno oggettivo, misurato da indagini cliniche.

Eh si! Esistono casi in cui integrare non serve.

La scienza è chiara: se non c’è bisogno non si trae beneficio significativo dall’assumere integratori generalisti. Sono fondamentali consulenze e test ematici per non prenderli a caso, cosa spesso inutile o controproducente.

Molti prodotti che promettono miracoli o effetti rapidi sono solamente oggetto di trovate pubblicitarie. (la melatonina aiuta si l’addormentamento ma riduce il tempo per addormentarsi solo di pochi minuti non è un rimedio magico)

Occhio all’assunzione random di vitamine. Alcune come la K possono interferire con i medicinali reali pertanto è sempre meglio chiedere il parere di un esperto prima.

Ricorda che “naturale/vegetale” non significa sempre sicuro, che la stanchezza è una questione multifattoriale quindi devi lavorare non solo sulle vitamine ma anche su dieta e sonno. Non esistono prodotti miracolosi che migliorano la tua prestazione sportiva da soli, occorre sempre allenamento e alimentazione corretta.

Prendere integratori indiscriminatamente pertanto non serve. Se vuoi migliorare la tua salute devi i
n primo luogo conoscere le tue reali necessità tramite esami e consulenze e poi scegliere il prodotto giusto. Non tutti sono uguali e quelli con certificazioni di terze parti garantiscono controlli qualitativi migliori. Per chi infatti ha carenze documentate o è in una fase della vita con aumentato fabbisogno, un prodotto mirato affidabile può effettivamente fare la differenza.

Ricorda quindi che la dieta e lo stile di vita rimangono al centro e che l’integratore non si sostituisce ad essi ma rimane uno strumento di supporto mirato assolutamente valido, ma come dice il termine stesso “integra” non rimpiazza.

Integrare quindi funziona quando lo si fa in maniera intelligente, consapevole e in risposta ad esigenze reali.

Trovi i miei consigli anche sul mio sito www.integrazionevegetaletrento.it.

Fonti

-Stanford Medicine – miti e fatti sugli integratori (2025)

-PubMed / review sull’adolescenza e supplementazione

-MDPI review su supplementazione in gravidanza

-Indicazioni generali su integrazione a tutte le età

-Articoli su rischi di over-supplementazione   

sabato 24 gennaio 2026

Vitamina C e collagene: perché sono fondamentali per pelle, difese e invecchiamento, il legame che non sai

Hai mai pensato che le rughe del contorno occhi possano avere qualcosa in comune con un raffreddore?

Ebbene sì! Lo so che non è facile da credere ma è così! Raffreddore e rughe hanno in comune più di quanto credi! Tutto dipende dalla vitamina C e dalla sua presenza o carenza nel nostro organismo.

Ma cos’è la vitamina C?

Piccolo ripasso. La vitamina C o acido ascorbico è appunto una vitamina idrosolubile essenziale ovvero l’uomo non la riesce a sintetizzare da solo e va pertanto assunta obbligatoriamente tramite la nutrizione sia questo il tradizionale consumo di frutta e verdura o l’integrazione. È in particolare un antiossidante biologico e aiuta in diverse reazioni biochimiche fondamentali per il nostro corpo. Ve li ricordate i radicali liberi? Ecco la vitamina C aiuta a contrastarli.  Immaginate i radicali liberi come dei bambini che giocano liberi in un parco, con la strana e fastidiosa necessità di dover saltare in braccio al primo adulto libero che incontrano, rendendogli il pomeriggio alquanto difficile.  Abbiamo infatti altre persone al parco, anziani, coppie, mamme con figli, studenti ognuno con le proprie cose da fare. Ora, se i bambini impazziti sono i nostri radicali liberi, i nostri adulti sono molecole con compiti specifici, e la Vitamina C è la babysitter che impedisce a questi bambini di dare fastidio e di rendere difficili i compiti delle altre molecole. Come potrebbe uno studente prepararsi per un esame con in braccio un bambino urlante? Oppure un anziano che cammina con l’aiuto di un bastone come potrebbe concludere in tranquillità la sua passeggiata se un bimbo rischia di farlo scivolare? Funziona così anche per le molecole: ognuna ha un compito preciso ma per svolgerlo non può accollarsi il radicale libero che andrebbe a vanificarne, ridurne o modificarne la funzione. La vitamina C pertanto regola questo processo con la sua funzione antiossidante riducendo l’omonimo stress ossidativo.

La Vitamina C inoltre ha un ruolo importante per quanto riguarda il sistema immunitario: favorisce infatti le cellule  quali neutrofili, linfociti e fagociti e ne migliora la capacità di riconoscere gli agenti patogeni.

Fin qui credo tutto chiaro. Ma torniamo a noi… rughe e raffreddore… o meglio rughe, raffreddore e Vitamina C.

La vitamina C ha una funzione biochimica come cofattore nella sintesi del collagene. Senza un’adeguata presenza di vitamina C, la sintesi del collagene è meno efficiente e le strutture del tessuto connettivo risultano più fragili. La carenza pertanto di questo micronutriente ci porta a delle conseguenze “visibili” ovvero le rughe. La pelle è meno elastica e tonica e iniziano a comparire i primi solchi e i primi segni di invecchiamento.

l collagene non ha solo una funzione estetica: è un componente fondamentale delle barriere fisiche del nostro organismo, come pelle e mucose, che rappresentano una delle prime difese contro l’ingresso di agenti patogeni.

Si trova infatti “all’ingresso” del nostro organismo e la sua integrità è determinante per la nostra salute. Immaginiamo il nostro virus che attacca il nostro organismo. Un condottiero armato davanti ad un castello cinto da mura. Se si trova davanti delle mura sgretolate, con pietre friabili non avrà problemi a conquistare e impadronirsi del forte, mentre al contrario se le mura sono forti, alte e spesse di roccia solida, la sua missione sarà molto più difficile.

Ecco quindi svelato il mistero. Vitamina C, rughe e raffreddore sono estremamente correlati l’uno con l’altro. Il micronutriente quindi non ci rende solo più belli esteriormente ma anche più pronti nel caso ad affrontare “il nemico”: non contribuisce solo all’aspetto estetico della pelle, ma supporta anche il normale funzionamento del sistema immunitario

Se ti va di approfondire altri temi legati alla salute della pelle e del sistema immunitario puoi trovare altri spunti sul sito www.integrazionevegetaletrento.it

 

Fonti:

  • Vitamin C and Immune Function – PubMed Central, review peer-reviewed su immunità e vitamina C.
  • Vitamin C – Health Professional Fact Sheet – NIH Office of Dietary Supplements (Dati ufficiali su funzione e carenza).
  • Vitamin C biosynthesis & collagen – StatPearls, spiegazione dettagliata della sintesi di collagene.
  • The Roles of Vitamin C in Skin Health – PubMed Central, ruolo diretto nella pelle.
  • MedlinePlus – Vitamin C – dati medici affidabili su alimentazione e dosi

domenica 18 gennaio 2026

7 Semplici abitudini da adottare se pratichi sport o attività fisica

Fai attività fisica oppure pratichi sport? Scopri le 7 abitudini che dovresti adottare per massimizzare gli effetti del movimento e ottimizzarne i benefici.

L’attività fisica che sia amatoriale o agonistica è sempre consigliata e in assenza di patologie specifiche la si può (e deve!) praticare a qualsiasi età, ovviamente calibrandone durata ed intensità.

Si passa dalle lunghe sedute in palestra con la pesistica alla corsa campestre all’aria aperta fino al pilates e allo yoga. L’importante è tenersi attivi. Ebbene sì. L’esercizio fisico e il moto fanno infatti parte di uno dei 4 pilastri del benessere assieme a nutrizione, idratazione e riposo. Un po' come se fossimo delle automobili infatti, per performare dobbiamo tenerci vivi e far girare tutti gli ingranaggi in modo da tenerli “oliati”. Eh no! Non parliamo solo di muscoli, ossa e articolazioni ma anche di cuore, polmoni, fegato, intestino… insomma di tutto. Come con un’automobile non girano solo le ruote ma ovviamente si muove il volante, si apre la portiera, si aziona l’aria condizionata e si puliscono i lunotti.

Fin qui nessuna novità, anzi. Ma come fare per ottimizzare e massimizzare gli effetti della mia attività fisica? Bastano 7 semplici abitudini per fare la differenza. Vediamole insieme.

Abitudine 1: Bevi!

Bere acqua è fondamentale per reintegrare i liquidi e i sali minerali persi durante gare o allenamento. Il corpo infatti con il sudore ne espelle un’importante quantità che necessità quindi di essere ripristinata in maniera puntuale.

Abitudine 2: occhio alle proteine!

Consuma proteine di qualità al termine dell’attività. Queste infatti permettono la riparazione dei muscoli e dei tessuti che hanno subito delle microlesioni a causa dello sforzo fisico. La loro “guarigione” sarà poi determinante per sostenere il movimento a lungo termine.

Abitudine 3: i carboidrati

Scegli carboidrati complessi e consuma uno spuntino entro le prime due ore post-allenamento. Questo ti aiuterà moltissimo! Puoi decidere di assumere un pasto tradizionale o uno sostitutivo questi spesso disponibili anche in formati smart come le barrette o gli shake che puoi facilmente portare con te senza necessità di cottura. Sul mercato esistono diverse aziende che propongono una gamma fornita di questo tipo di prodotti, varia a tal punto da riuscire ad accontentare qualsiasi gusto o necessità. Uno di questi produttori è ad esempio Juice Plus.

Abitudine 4: alimentazione pre-sforzo

Prima di praticare sport evita di mangiare cibi che richiedano una lunga digestione. Preferisci pasti leggeri e bilanciati in modo da avere la giusta energia ma senza gli effetti collaterali di un pasto abbondante (difficoltà in gara, problemi gastro-intestinali)

Abitudine 5: Stretching

Non dimenticare mai lo stretching: dedica un quarto d’ora prima e uno post attività per prevenire le tensioni muscolari e migliorare la flessibilità. Ricorda che l’allenamento passivo favorisce i risultati positivi tanto quanto quello attivo.

Abitudine 6: ad ogni attività il giusto nutriente

Ad ogni macchina il suo carburante o meglio per ogni percorso la giusta preparazione. Se ti dedichi ad allenamenti di forza concentrati su alimenti che siano fonte di proteine, quindi carne, pesce, uova o fonti vegetali come la soia. Se invece fai cardio dai priorità ai carboidrati complessi. La corretta benzina fa girare meglio il motore non dimenticarlo!


Abitudine 7 ad ogni attività il giusto alleato: in squadra è meglio!

Integra la tua alimentazione con il giusto prodotto. Esistono integratori per mantenere energia e prestazioni, altri per il ripristino dei nutrienti. Ogni scelta va calcolata e personalizzata sulla base delle esigenze di ognuno. Come nello sport è fondamentale avere i “compagni di squadra o di prestazione adatti”. Un atleta della maratona punterà sull’energia sul fatto che questa duri per tutta la gara e quindi sulla capacità delle sue cellule di contrastare lo stress ossidativo e di mantenere costanti i livelli di nutrienti e di forza per ore. Un nuotatore dei 100 m punterà invece sulla qualità muscolare quindi sul recupero post attività per il ripristino della muscolatura e per risolvere le microlesioni  che fisiologicamente si vengono a formare con lo sforzo. Un atleta di tiro con l’arco invece avrà bisogno di un alleato per la lucidità mentale, per l’attenzione  e per tenere alti i livelli di concentrazione sostenendo cosi la pressione della competizione.

Quindi cosi come scegliamo l’abbigliamento adatto, la fisioterapia adatta e curiamo l’alimentazione, va scelta con cura anche l’integrazione.

In 7 semplici mosse riusciamo cosi ad ottimizzare i nostri sforzi fisici ed amplificarne i risultati. Quindi alzati al divano e via libera a borraccia in saccoccia, stretching preparatorio e spuntini oculati. È arrivato il momento di far uscire dal garage quella automobile che è stata fin troppo ferma, e di farla sfrecciare!

sabato 17 gennaio 2026

Omega 3: Cosa sono, benefici, a cosa servono e perché sono importanti

Cos’è un Omega 3, perché se ne parla tanto e quali effetti ha la sua assunzione per il nostro organismo.  Scopriamo il ruolo di questo elemento per il nostro corpo

Cosa sono:

Gli Omega 3 sono acidi grassi definiti «essenziali» in quanto il nostro corpo non riesce a sintetizzarli da solo e questo ci obbliga a doverli assumere con la dieta. Ne esistono di diversi tipi chiamati ALA, EPA e DHA. Il primo è un precursore ovvero serve come base di partenza che il corpo utilizza per sintetizzare EPA e DHA. Non è quasi mai sufficiente da solo. EPA e DHA hanno invece un ruolo fondamentale e sono i principali responsabili della buona fama degli Omega 3

Ma quali sono i benefici più tangibili che potremmo ottenere con l’assunzione quotidiana di questi acidi grassi?

Primo aspetto: la salute cardiovascolare

È risaputo e sottolineato anche da autorevoli ricerche scientifiche (vedi Fonti) che gli Omega  3 svolgano una funzione di regolazione e riduzione dei trigliceridi nel sangue portando poi ad un equilibrio infiammatorio dell’interno sistema cardiocircolatorio.

Per quanto riguarda il cervello il legame con gli Omega 3 è alquanto interessante. Il DHA in particolare oltre a contribuire al rafforzamento delle membrane neuronali e allo sviluppo del sistema neurologico è attivamente responsabile della bontà della nostra funzione cognitiva. Si consideri che enti di fama internazionale stanno studiando il possibile ruolo degli Omega 3 nel supporto alla salute cerebrale, senza che vi siano ad oggi evidenze definitive sul trattamento o la prevenzione di patologie neurodegenerative. Ma non finisce qui.

è per vederci meglio…

Anche gli occhi beneficiano dalla presenza di Omega 3 nella nostra dieta. La retina e la funzione visiva vengono infatti supportate e mantenute normali.

Altri effetti

Possono essere alleati di una buona memoria e contribuire a mantenere la calma e del buon umore. Anche l’estetica ne giova: contribuiscono a riportare in condizioni normali una pelle stanca, spenta, capelli fragili, unghie deboli migliorandone le condizioni. In gravidanza sono consigliati per lo sviluppo del feto in particolare di occhi e cervello e alcuni studi parlano anche di riduzione del rischio di parto pretermine.

Ma dove li troviamo quindi questi Omega 3?

Diverse sono le fonti naturali di questi straordinari acidi grassi

Omega 3 tipo ALA lo troviamo principalmente nei semi di lino o di chia e nelle noci, mentre EPA e DHA si riscoprono nel pesce azzurro e nelle alghe. Quindi, come è facile intuire è purtroppo molto comune esserne carenti in quanto risulta difficile Il consumo costante e in gran quantità di questi alimenti. Una valida soluzione può essere quindi l’integrazione. Attenzione però: non tutti i blend sono uguali. Va valutato il gruppo di Omega 3 impiegato nell’integratore e da preferire ovviamente EPA e DHA. (sono questi i due principali responsabili dei benefici come abbiamo detto prima) Juice Plus in tal senso all’interno della sua gamma di integratori vegetali ha come fiore all’occhiello della linea capsule il blend Omega 3. Tranquilli! Nessun salmone è stato ucciso o maltratto: deriva esclusivamente dalle alghe e pertanto risulta essere adatto anche a persone vegane e vegetariane.

Assumere un integratore in tal senso risulta essere una scelta saggia in quanto la nostra vita quotidiana, il ritmo delle nostre giornate, l’inquinamento, la cottura dei cibi e i costi della spesa spesso non ci permettono di riuscire ad ingerirne le quote consigliate. E quindi no, non serve armarsi di scarponi invernali e andare a caccia di salmoni, o studiare i Maya per capire come utilizzare i semi di chia, ci è sufficiente un bicchiere d’acqua e una capsula per colmare questo divario. Ricordiamoci di assumerli vicino a dei grassi in quanto vengono cosi maggiormente assorbiti dal nostro organismo

Quindi che dire: dal cervello passando per cuore, capelli e pelle, dall’infiammazione alla vista via libera all’assunzione di questi acidi grassi… “essenziali” come cita Treccani per farci funzionare ad hoc.

Se hai altre curiosità visita il mio sito www.integrazionevegetaletrento.it

Fonti
– EFSA – European Food Safety Authority, pareri scientifici su EPA e DHA
– World Health Organization (WHO), Diet, Nutrition and the Prevention of Chronic Diseases
– National Institutes of Health (NIH), Office of Dietary Supplements – Omega-3 Fatty Acids
– FAO – Fats and fatty acids in human nutrition
– Istituto Superiore di Sanità (ISS)

martedì 13 gennaio 2026

LE PROPRIETA' BENEFICHE DELLA PERA

Le proprietà benefiche della pera




Una mela al giorno toglie il medico di torno! Questo il proverbio che sentiamo fin da bambini. Esatto la mela ha un sacco di proprietà benefiche e riesce a garantire un apporto nutrizionale interessante. E la cugina pera? Nessuno parla mai dei benefici di questo frutto, che nonostante sia al pari del parente più blasonato, estremamente versatile e conosciuto non viene nominato cosi frequentemente come importante fonte nutrizionale. 

Invece non è cosi: la pera non ha nulla da invidiare al frutto adorato da Eva, anzi.

E' innanzitutto molto ricca di fibre. Questo la rende un alleato importantissimo per il nostro organismo quando si tratta di dover gestire i livelli di zucchero nel sangue.

E' poi molto ricca di vitamina C e antiossidanti. Aiuta quindi a combattere lo stress ossidativo dato dai radicali liberi e concausa di molti disturbi.  Riesce poi a contrastare importanti patologi del sistema cardiovascolare

Attenti però se siete intolleranti all'istamina. L'insospettabile pera potrebbe infatti darvi qualche problemino se mangiata in quantità elevate o in associazione a cibi che contengono l'istamina o istamino-liberatori.

Quindi via libera alla fantasia: mangiata da sola oppure ingrediente per dolci, dessert o piatti salati è un valido alleato della nostra salute.